Una cosa che lascia sorpresi di questa città è la gente che vi abita.
Se dovessi trovare una definizione di cosmopolita probabilmente sceglierei Vancouver come termine di paragone. Non parlo di semplice presenza di persone di diverse etnie, ma di un vero e proprio mix culturale e di integrazione razziale che difficilmente ho visto in Italia. Secondo me tutto comincia dalle scuole. Quando ero piccola, alle elementari, mi facevano disegnare il concetto della pace. Attorno ad un mondo disegnavo cinesi, afroamericani, norvegesi, me stessa, e indiani, senza mai averne visto uno o comunque senza averne mai avuto a che fare. Ieri, camminando lungo False Creek, ho incontrato una scolaresca che giocava sugli scogli. Era il mio disegno della pace. Chissà se si rendono conto di quanto siano fortunati!
E' facile attaccare bottone. Sugli autobus, al parco, in un bar, per strada quando sei intento a consultare la cartina sperando di non esserti perso. Sono proprio loro a venire da te, a chiedere se hai bisogno di aiuto. Forse hanno anche un radar per gli stranieri... li localizzano e come supereroi arrivano a salvarli. Tutti sembrano curiosi di conoscerti, di sapere perchè proprio la loro città. Forse ne sono così fieri che gli piace sentirsi dire che è bella.
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